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Zaffiro

Non solo zaffiri blu Lo Zaffiro è il più pregiato e classico dei blu, ma in natura si presenta anche in molti altri colori stupendi, dal rosa al giallo. E’ un classico che non deve mancare… ma solo se è di qualità.

Consiglio del Gemmologo

"La saturazione del colore è fondamentale. Le pietre non trattate sono rare! Meno purezza più sicurezza… quanti sintetici purtroppo!"

Zaffiro

La varietà blu della specie Corindone si chiama Zaffiro. Il suo nome deriva probabilmente dal latino ma c’è chi dice che potrebbe assumere il suo significato anche dalla parola ebraica sappir, che vuol dire “la cosa più bella”.
Solamente Intorno al 1800 fu scoperto che zaffiro e rubino erano due varietà del corindone. Da allora la varietà rossa viene chiamata rubino mentre solamente quella blu zaffiro. Tutti gli altri colori in cui si presenta questa pietra si dovrebbero per definizione chiamare corindone ma ormai nel gergo comune tutti i colori al di fuori del rosso vengono definiti col nome di zaffiro seguito dal colore della pietra. Per cui si parlerà di zaffiro viola, zaffiro giallo, verde etc.
Gli elementi coloranti dello zaffiro vanno dal ferro-titanio per il blu al vanadio per il viola e a diverse combinazioni con il cromo per le altre colorazioni.

Solo il meglio del blu

Quando si parla di zaffiro e basta si parla di blu primario. Un’altra tonalità secondaria può essere il viola il quale può dare un effetto setoso alla gemma ma assolutamente da evitare anche un accenno di verde il quale sarebbe estremamente peggiorativo nella valutazione della gemma. In conclusione possiamo dire che le pietre più quotate tendono alla massima uniformità di blu.

Altri colori dello Zaffiro (Zaffiri Fancy)

Il corindone si presenta in quasi ogni possibile colore in natura, dipende dall’elemento cromoforo o colorante che ne caratterizza la tinta. Come abbiamo detto, tutti, tranne i rubini rossi, vengono chiamati genericamente zaffiri ma la loro rarità e preziosità può essere molto variabile.

Una varietà molto rara e dal nome particolare è quella estratta in Sri Lanka la cui colorazione arancio rosata è stata associata ai fiori di loto da cui il nome di Zaffiro Padparadscha. Per classificare questi zaffiri come Padparadscha oltre all’origine c’è bisogno di una classificazione del colore molto accurata in quanto la pietra deve presentare sia la tinta rosa sia arancio e se il colore assume un aspetto troppo scuro può perdere la sua classificazione come Padparadscha.

Anche in questo caso è sempre consigliabile far certificare la pietra.