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NATURALE O SINTETICA? COME DISTINGUERE UNA PIETRA PREZIOSA DALLE SUE IMITAZIONI

GEMMA NATURALE O SINTETICA

Come distinguere una pietra naturale dalle sue imitazioni  e dai suoi “fratelli in provetta” sintetici.

 

Nei nostri articoli abbiamo scritto e analizzato quali sono le caratteristiche che una pietra preziosa deve avere per definirsi di qualità.

Abbiamo però dato per scontato che le pietre prese in considerazione fossero naturali.

 

In realtà l’uomo ha tentato di imitare le pietre naturali sin dai tempi antichi.

Il materiale prodotto dall’uomo può essere riassunto in queste tre tipologie:

 

vetri colorati;

materiali compositi;

pietre sintetiche;

 

Sia l’uso del vetro colorato sia dei materiali compositi non sono recenti scoperte, le prime produzioni risalgono al tempo dei Romani.

I vetri artificiali hanno delle caratteristiche fisiche diverse dai materiali naturali imitati e quindi ne permettono un facile riconoscimento.

Il materiale composito è rappresentato dalle “doppiette, triplette”. Si parla di doppietta se l’imitazione è costituta da due parti di materiale diverso, cementate assieme da un mastice trasparente e tripletta, se le parti costituenti sono tre. I materiali usati a tal fine sono i più disparati.

 

Esempio di doppietta

 

L’ultima sfida, i prodotti sintetici

 

Le pietre sintetiche sono l’ultimo prodotto dell’uomo e non sono una vera e propria imitazione ma credo di rendere meglio l’idea parlando di “clonazione” del materiale naturale.  Ho usato il termine clonazione perché con il processo di sintesi in laboratorio si possono produrre rubini, zaffiri, smeraldi e quant’altro aventi le stesse caratteristiche fisiche e chimiche di quelli naturali. I minerali da cui vengono tagliate le gemme sono prodotti in provetta, in realtà non proprio in provetta, vengono usate della autoclavi con temperature e pressioni altissime e processi sofisticati.

 

Talvolta questi processi sono molto costosi e ne limitano la produzione come avviene per il diamante sintetico per il quale si preferisce usare prodotti sintetici simili ma non esistenti in natura come lo YAG, GGG, zirconia cubica e moissanite sintetica.

 

C’è chi paragona questi prodotti alle vitamine, ci sono quelle naturali (che naturalmente costano di più) e quelle non naturali prodotte in laboratorio.

Le vitamine sintetiche e lo smeraldo sintetico hanno la stessa struttura chimica delle loro controparti naturali, non si possono quindi definire semplici “imitazioni”.

 

I prodotti sintetici sono molto difficili da riconoscere ma presentano delle differenze dal naturale!

C’è ovviamente differenza tra il prodotto di madre natura che ha speso milioni di anni a produrre un cristallo e quello prodotto in poche settimane dall’uomo.

 

I primi sintetici sono in circolazione già dal 1800..per cui attenzione ai gioielli della nonna!

 

I primi prodotti erano più facilmente riconoscibili, oggi giorno invece ci deve far pensare la loro perfezione ossi la produzione di pietre troppo belle per essere vere!

 

Come abbiamo detto le proprietà chimico, fisiche e ottiche dei sintetici sono simili a quelli naturali e il loro riconoscimento è riservato agli esperti ma possiamo comunque darvi alcuni indizi importanti.

 

Considerare la rarità della gemma:

 

I prodotti sintetici possono essere prodotti di qualsiasi caratura e quantità. Sospettate se le pietre proposte sono tutte simili, di ottima qualità e carature elevate, pietre naturali con queste caratteristiche non sono così facili da trovare e se si trovano sicuramente differiscono per qualche caratteristica come il colore, la forma, purezza etc.

 

Inclusioni e fratture non sono sempre negative:

 

Alcuni materiali naturali sono normalmente inclusi e fratturati.  Una inclusione di un piccolo cristallo ad es in un rubino ci può indicare sia la sua provenienza sia la sua genesi.  L’assenza assoluta di inclusioni ci deve far pensare soprattutto se stiamo valutando materiali che in natura sono normalmente inclusi come i rubini e smeraldi.

Analizzando la pietra con una lente possiamo notare l’aspetto delle inclusioni. Inclusioni similari tra loro, biancastre, opache e che non cambiano colorazione inclinando la pietra e bolle d’aria, ci devono far pensare a un sintetico. Questo tipo di inclusioni sono residui del materiale fondente usato per sintetizzare il cristallo o gas intrappolati durante il processo di crescita.

Approfittando della lente altro sintomo del sintetico possono essere le bande di accrescimento che si presentano come bande curve all’interno del cristallo che attraversano le varie faccette della gemma. Queste bande sono dovute alla veloce crescita del cristallo all’interno dei crogioli.

 

 

 

Bellezza senza trattamenti:

 

Il 99% degli smeraldi naturali si presenta in natura fratturato e incluso. La maggior parte quindi subisce almeno il trattamento di oliatura per rendere la pietra più brillante.

Molte pietre come zaffiri e rubini vengono trattati diversamente e le fratture vengono riempite con vari materiali per ridurne l’evidenza. Il materiale sintetico non subisce normalmente trattamenti e quindi non presenta alcuna delle caratteristiche descritte.

Il colore delle pietre sintetiche spesso è troppo bello per essere vero oppure si presentano nelle colorazioni più diverse in quanto non è difficile produrre sintetici dalle colorazioni particolari, infatti basta introdurre degli elementi coloranti o cromofori studiati per la specie mineralogica da produrre.

 

Cura nel particolare:

 

la forma, il tipo di taglio e la cura nella politura della gemme sono altri elementi che possono suggerirci di essere di fronte ad un sintetico.

Pietre di grossa caratura ad esempio di smeraldo sono difficilmente disponibili nei tagli rotondo a brillante, altrettanto vale per altre pietre che comunemente vengono tagliate con tagli ovali o misti.  Spesso il tagliatore modifica il taglio classico per recuperare maggior materiale dalla pietra grezza e esaltarne il colore, questo provoca una asimmetria nel taglio.

I sintetici non hanno bisogno di queste accortezze ed inoltre la politura delle faccette della gemma non viene fatta con altrettanta cura rispetto al naturale per cui spesso si presentano delle imperfezioni superficiali visibili alla lente.

 

Il prezzo:

 

Generalmente le pietre sintetiche vengono vendute a prezzi molto alettanti e le pietre sicuramente si presentano molto bene ma attenzione all’affare!

Ad esempio un bel rubino sintetico, con una bella colorazione rossa e senza inclusioni  dovrebbe costare nell’ordine di un decimo del prezzo di una pietra naturale anche di bellezza inferiore.

 

Nessun test vale la parola “naturale” su un certificato gemmologico:

 

I test che un gemmologo deve fare per distinguere una pietra naturale da una sintetica sono molti perché spesso uno non basta a distinguerle.  Se la pietra non presenta alcuna inclusione neanche a forti ingrandimenti può accadere che il gemmologo sia costretto a rimandare l’analisi a istituti primari in possesso di macchinari molto costosi al fine di giungere ad una conclusione certa.

E’ per questo motivo che molti commercianti di pietre rare preferiscono la pietra con una microscopica inclusione rispetto a quella totalmente pura in quanto quella piccola inclusione è considerata l’indizio e la prova inconfutabile della naturalità della pietra.

 

In un certificato gemmologico è molto importante notare la parola vicino alla specie e alla varietà mineralogica,  se è “naturale” oppure “sintetica” fa un bel po’ di differenza.

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