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Lo Zaffiro, fra antiche leggende persiane e la storia della Bibbia

leggende zaffiro

Non da ieri, il blu dello Zaffiro ha ispirato sentimenti e pensieri di purezza e perfezione.
Nelle visioni della gloria di Dio, Ezechiele vide due volte “la somiglianza di un trono” che era “simile alla pietra di Zaffiro”.
Oggi sappiamo che lo Zaffiro appartiene alla famiglia del corindone e si presenta in una vasta varietà di colori: rosa, arancione, verde, giallo, viola e nero ma il blu intenso è il più pregiato ed è la colorazione che maggiormente è stata protagonista di leggende e antiche credenze che si perdono nella notte dei tempi.

Nella Bibbia, il colore incantevole degli Zaffiri fu usato figurativamente per descrivere le visioni della gloria di Dio: “sotto i piedi di Geova (Dio) c’era ciò che sembrava come un’opera di lastre di Zaffiro e per purezza come i cieli medesimi”. Sempre per il suo colore, lo Zaffiro fu collegato al concetto d’infinità dell’universo.  L’antico popolo dei Persiani amava definire lo Zaffiro “lazvard”, letteralmente “che ha il colore del cielo sereno” essi ritenevano infatti che la terra fosse appoggiata su un enorme Zaffiro, il cui riflesso blu dava il colore al cielo, tanto da far chiamare la pietra anche “l’occhio del cielo”.

Cieli di zaffiro nelle Sacre Scritture

Cieli di zaffiro nelle Sacre Scritture

Una antica fiaba persiana ci racconta che i figli del re di Serendip (antico nome dello Sri Lanka) furono mandati in viaggio per sperimentare la realtà del mondo. Per caso i tre giovani Principi scoprirono cose meravigliose, tra queste una miniera di zaffiri. Da questa leggenda nasce l’origine del concetto inglese di “Serendipity” ossia la fortuna strepitosa nel trovare inaspettatamente cose di valore mentre si sta volgendo l’attenzione a tutt’altro.

Serendip, antico nome dello Sri Lanka

Serendip, antico nome dello Sri Lanka

Effettivamente, anticamente questa gemma proveniva esclusivamente dalle miniere dello Sri Lanka, ancora oggi la fonte mineraria di zaffiri più importante al mondo. L’area di maggior produzione si trova, infatti, nella parte sud orientale della grande isola cingalese a circa 60 chilometri da Ratnapura (“città delle gemme”).

Lo Sri Lanka non fu l’unica fonte mineraria famosa dall’antichità: ce ne furono infatti altre, come la regione del Kashmir in cui si trova una miniera rinomata in passato per la qualità cromatica delle sue gemme (il famoso “blu fiordaliso del Kashmir“), oggi quasi totalmente esaurita.

In epoca medievale questa gemma era indicata come “pietra del vescovo” poichè leggenda voleva che nel blu dello Zaffiro risiedessero i più alti e nobili valori spirituali dell’uomo e che la gemma fosse in grado di infondere saggezza, equilibrio di giudizio, giustizia e lealtà.

Zaffiri dal particolarissimo blu fiordaliso

Zaffiri dal particolarissimo blu fiordaliso

Di fama giunta sin ai nostri giorni, è lo Zaffiro di Sant’Edoardo gemma che appartiene tutt’oggi ai gioielli della corona inglese. Leggenda narra che il Re Edoardo la incastonò nel suo anello reale. Un giorno venne affiancato da un mendicante e non trovando denaro da donare al povero, il Re si sfilò il prezioso anello dal dito e lo diede all’uomo che, ringraziando, se ne andò. Anni dopo Edoardo ricevette la visita di due pellegrini che gli riportarono di aver visto in apparizione san Giovanni l’Evangelista. Il Santo disse loro che, travestito da mendicante, aveva ricevuto l’anello con lo Zaffiro dal re tanti anni prima, che desiderava gli fosse ora restituito e che lo avrebbe rivisto in paradiso di lì a breve. Così fu, il Re Edoardo il Confessore morì sei mesi dopo. Oggi la gemma è incastonata sulla sommità della Corona Imperiale.

Lo Zaffiro di Sant'Edoardo sulla sommità della Corona di Stato

Lo Zaffiro di Sant’Edoardo sulla sommità della Corona di Stato

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