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COME DEFINIRE E VALUTARE IL COLORE DI UNA PIETRA PREZIOSA

COME DEFINIRE E VALUTARE IL COLORE DI UNA PIETRA PREZIOSA

L’analisi del colore è fondamentale nella valutazione di una gemma ed è il fattore determinante nella definizione della sua qualità e quindi del prezzo.

Il colore può influire sul 60% del valore totale mentre il restante 40% è diviso tra taglio e purezza.

La valutazione del colore è molto soggettiva e, a differenza del diamante, per il quale viene fatta tramite pietre di paragone, la definizione di uno standard risulta complessa.

Per definire precisamente un colore dobbiamo in realtà analizzare i suoi 3 componenti:

 

Colore o tinta

Tono

Saturazione

 

Per le gemme dobbiamo poi aggiungere un altro elemento che riguarda la distribuzione e la copertura della pietra.

 

LA TINTA

 

La definizione della tinta si basa sul suo posizionamento, con massima precisione possibile, su una scala dei colori come quella illustrata in figura. I produttori di scale di colore e di sistemi di classificazione sono molti. Le più accettare nella gemmologia sono la Scala GIA oppure quella Munsell, sulle quali tutt’oggi si basano molti listini di pietre preziose.

 

 

foto Wimon Manorotkul

 

La pietra rotonda al centro presenta un tinta unicamente Verde. La pietra Trillion sulla sinistra si può definire verde giallastra e quella ovale sulla destra verde bluastra.

 

Per un rubino i colori di qualità eccezionale e i più quotati sono il rosso vivo, seguito dal rosso leggermente porpora e dal rosso aranciato di media tonalità.

Al di fuori dei limiti del rosso fortemente violaceo e del rosso aranciato non si parla più di rubino ma di zaffiri fancy (gli zaffiri e i rubini appartengono entrambi alla medesima specie, il corindone).

 

“Spesso e soprattutto in oriente, zaffiri rosa o arancio, quando contengono anche una leggera tinta rossa, vengono venduti come rubini,  cadere in un errore di valutazione di questo genere potrebbe costare caro per cui, in caso di dubbio, la richiesta di un certificato gemmologico è sempre consigliata”.

 

LA SATURAZIONE E Il TONO

 

La saturazione è pensabile come l’intensità o la ricchezza del colore. Pietre della stessa specie molto spesso hanno la stessa tinta ma variano nella saturazione del colore e nel tono.

Il tono indica il grado di luminosità o l’intensità di chiaro/scuro presente nel colore in esame.  Per definizione si va da un estremamente chiaro ad un estremamente scuro passando per i termini mediani.

I termini intermedi indicano un buon equilibrio tra chiaro e scuro nel colore della pietra per cui rappresentano la classificazione migliore.

 

I valori migliori per la saturazione invece, indicando quanto sia intenso o acceso il colore in esame,  sono i più elevati e sono descritti con il nome del colore e l’aggettivo forte o vivido.

 

 

In questo esempio abbiamo4 zaffiri. La pietra 1 presenta sia bassa saturazione sia basso tono. La pietra 2 una buona saturazione e medio tono. La 3 una maggiore saturazione della 2 ma tono più elevato. La 4 è più scura e il suo tono elevato che ne riduce anche la saturazione.

 

Ogni pietra nella sua massima espressione di qualità presenta anche la massima saturazione.

Non dobbiamo però escludere il fattore rarità per cui certe colorazioni seppur poco sature nel colore risultano essere le più apprezzate per la loro particolarità.

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